Introduzione

L’arte e la cultura in generale sono beni preziosi e di grandissimo valore, sia per il singolo individuo che per la collettività, ma, così come le innovazioni tecnologiche, anche l’arte e la cultura hanno bisogno di essere a disposizione di tutti per venire considerati beni comuni. In quanto tali, vanno tutelati rendendoli fruibili al maggior numero di membri della comunità, infatti è indubbio che il frutto dell’intelletto umano, se non è messo a disposizione di tutti, resta lettera morta, un qualcosa fine a se stesso. Allo stesso modo ha grande importanza che l’arte sia messa in condizioni di circolare anche al di fuori dei singoli confini nazionali e oltre i consueti “hub” internazionali, andando a toccare contesti socio-cultural-geografici differenti, questo non solo per sostenere uno spirito multiculturale di dialogo tra ambienti più o meno lontani, ma anche per consentire un incontro tra sistemi artistici differenti che, attraverso il confronto, si arricchiscono reciprocamente dando vita ad un circolo virtuoso di sviluppo e di sempre maggiore apertura culturale.
In quest’ottica il MACA, Museo d’Arte Contemporanea Acri, con l’Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea, con questa mostra, mette in contatto due forti personalità artistiche con formazioni e provenienze differenti. Gilbert Hsiao e Umberto Mariani si presentano con le loro specificità di indagine e realizzative, consentendo al vivace pubblico che accorre ad Acri di entrare in un nuovo contesto espositivo nato grazie all’intuizione di Giovanni Granzotto.
“Le strisce e le pieghe della classicità” entra a pieno a fare parte di un macro percorso che il MACA ha intrapreso negli anni passati, consolidando un’attenzione curatoriale volta a indagare l’Arte, con le sue molteplici declinazioni, considerandone ogni singola implicazione, da quella estetica, a quella sociale, fino a quella scientifica. Dai panneggi incisivi e suadenti di Mariani alle coinvolgenti composizioni “optical” di Hsiao: due mondi che sviluppano il pensiero artistico attraverso risultanze estetiche distinte, ma accomunate da un’elaborazione del supporto altamente meditata e volta a alimentare un’intensa interazione con i fruitori.
Questo evento presenta un progetto scientifico strutturato e dallo spiccato valore culturale: un’ottima sintesi tra studio e ricerca di livello e capacità divulgativa ad ampio spettro, consentendo la consueta interazione del territorio con appassionati, ricercatori, esperti, ma anche neofiti, curiosi e, soprattutto, giovani studenti.

Anselmo Villata