Gilbert e Umberto

Gilbert Hsiao, nel suo peregrinare per l’Europa, soprattutto nel suo viaggio attraverso i Musei del “Belpaese”, si è fermato al MACA di Acri, splendida realtà culturale del nostro Sud. Qui incontra un’altra eccellenza italiana, un Maestro dell’arte contemporanea, ma anche un ponte formidabile fra l’arte antica, la cultura classica che di sé ha impregnato
tutta la storia dell’Occidente, e la modernità, con le sue pregnanti e diversificate contaminazioni: Umberto Mariani.
Ecco, per far conoscere al meglio, in questo percorso fra storia e contemporaneità, un grande interprete dell’Arte Optical americana, ci è parso necessario scegliere questi luoghi magici, come il Maca, e questi attori dell’arte, come Mariani, che realizzano una perfetta sintesi della cultura mediterranea.
Ci è parsa davvero una scelta felice perché anche Gilbert Hsiao, nonostante le origini, americano con genitori cinesi, è un artista supremamente legato alla nostra cultura, alla nostra storia, alla nostra arte. Tanto da riconoscerla, come parte preminente, come fondamento stesso della sua ricerca, assieme alla musica minimalista americana e alla musica africana.
L’artista che ha accompagnato la “visione e l’afflato stesso per i panneggi” in un lungo ponte ideale, da Bisanzio ai giorni nostri, trasformando la rappresentazione della piega in una rappresentazione di bellezza assoluta, e l’artista che ha sdoganato l’”optical art” americana, liberandola dagli impacci dell’effetto spettacolare, per condurla verso una visione costruttivista, che ha le sue radici nel Quattrocento italiano; insomma questi due caposcuola prima o poi erano destinati a incontrarsi.
Questo incontro straordinario è avvenuto negli aspri ma sublimi contrafforti della Sila.


Giovanni Granzotto